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Con l’arrivo dell’autunno e dei primi freddi, è normale sentire un po’ di rigidità in più, magari qualche dolore che si affaccia al risveglio o dopo una giornata trascorsa fuori a lavorare o, al contrario, dopo ore seduti in casa. Molti pensano sia solo suggestione o una questione di “vecchiaia”, ma in realtà la stagione che cambia porta con sé una serie di fattori che davvero possono influenzare il benessere delle nostre articolazioni e dei nostri muscoli.

Perché il freddo “fa sentire” di più i dolori articolari e muscolari?

Il nostro corpo è molto sensibile alle variazioni climatiche. In particolare, temperature più basse provocano una naturale tendenza dei muscoli a contrarsi, quasi come una difesa per trattenere il calore. Il risultato è che, soprattutto la mattina o dopo essere stati fermi a lungo, possiamo sentirci più “arrugginiti”.

Le articolazioni, se prive di movimento, sono meno lubrificate; il liquido sinoviale, quello che fa scorrere i movimenti tra le ossa, diventa un po’ più denso con il freddo e il riscaldamento è più lento. Per chi già soffre di qualche artrosi o di dolori ricorrenti alla schiena (come la classica lombalgia) o al collo, questi piccoli cambiamenti possono bastare a far riemergere i fastidi. A tutto questo si aggiunge il fatto che, nei mesi più freddi, tendiamo spesso a muoverci meno, passiamo più tempo seduti e magari trascuriamo il movimento regolare che, invece, è fondamentale per mantenere in forma muscoli e articolazioni.

Non a caso, in questo periodo, in studio ci arrivano tante persone che raccontano di avvertire nuove tensioni, dolori “strani” alla schiena o alle spalle dopo una serata sul divano o dolori articolari che peggiorano con l’umidità. Attenzione, però, perché spesso non è semplicemente una questione di clima, ma sono le nostre abitudini che cambiano. Basta, per esempio, uscire troppo coperti, camminare “in difesa” del freddo con spalle sollevate e muscoli tesi, oppure, al contrario, restare troppo tempo senza muoverci davanti a un computer o davanti alla tv.

Quali sono le zone più a rischio?

Generalmente, la schiena, soprattutto la zona lombare e cervicale, è la prima a risentirne. Le articolazioni delle gambe, in particolare ginocchia e anche se ci sono vecchi traumi o un po’ di artrosi, possono protestare per un cambio di stagione brusco o una semplice giornata fredda. Persino mani e spalle si fanno sentire se ci lasciamo prendere troppo dalla pigrizia stagionale.

Cosa si può fare per prevenire questi fastidi stagionali?

Sembra scontato, ma il primo alleato è proprio il movimento. Mantenere una routine giornaliera di attività, anche blanda, può davvero fare la differenza: una passeggiata a passo sostenuto, alcuni semplici esercizi di mobilità articolare, anche solo alzarsi più spesso se si passa molto tempo seduti o davanti a uno schermo. Chi si sveglia rigido la mattina può provare a fare movimenti circolari con le spalle, sollevare e abbassare lentamente le braccia e qualche torsione dolce del busto ancora prima di alzarsi dal letto. Non dobbiamo spaventarci se i primi movimenti sembrano un po’ “grippati”: con la costanza, anche il corpo si scalda e risponde meglio.

Anche la protezione termica dei muscoli è importante, specie per chi già in passato ha sofferto di strappi o contratture. Utilizzare indumenti adeguati e scaldamuscoli, evitare sbalzi di temperatura tra ambienti diversi e, quando possibile, non uscire subito all’aperto dopo essere stati a lungo fermi sono tutte piccole attenzioni che aiutano.

Un aspetto da non sottovalutare riguarda idratarsi a sufficienza e seguire un’alimentazione che sostenga la funzione muscolare e articolare; anche se il freddo non fa venire sete come in estate, continuare a bere è fondamentale.

Quando rivolgersi al fisioterapista?

Se i dolori diventano insopportabili o persistono per più giorni, o se semplicemente si nota che c’è qualcosa di diverso dal solito, una consulenza fisioterapica può aiutare a capire se dietro quei dolori stagionali ci sia una causa precisa. A volte può bastare una serie di sedute di mobilizzazione o qualche consiglio su esercizi mirati per superare la fase acuta. Altre volte è importante indagare se ci siano vecchie disfunzioni, magari rimaste silenti durante l’estate, che ora si stanno “risvegliando”.

Importante anche non ignorare sintomi come gonfiori insoliti, arrossamenti articolari, dolori notturni che ci svegliano: potrebbero essere segnali di qualche patologia da approfondire più approfonditamente.

In conclusione, i mesi freddi non devono diventare il periodo in cui ci arrendiamo al dolore o alla rigidità. Abbiamo tantissimi strumenti, dal movimento quotidiano ai consigli personalizzati, per prenderci cura di noi stessi e arrivare alla primavera in forma, senza farci limitare dal clima.

Freddo e Cambi di Stagione: Perché Aumentano Dolori alla Schiena e alle Articolazioni

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